Siamo Tutti Abbronzati

Blog di Satira Politica – Sociale –Umana & Disumana
sabato, 14 febbraio 2009

Mio Fratello: un turista della democrazia

shining

Mio fratello e' sempre stato un turista della democrazia. Nato a sinistra, convertito al libero mercato, in questo momento sguazza nel mercato immobiliare. Lavora come direttore di vendite per la TecnoApartment a Londra. Crede che l'Italia sia un grande Paese anche in questo delicato momento storico (e stoico). Noi che invece abbiamo votato con dignita' e grande resistenza intellettuale per Veltroni, sappiamo come stanno realmente le cose. Ma sto divagando. Lui afferma che noi siamo turisti della democrazia, e che senza il nostro amato Premier in questo momento saremmo in acque ben piu' torbide. Resto della mia idea, il vero turista della democrazia e' lui, perche', sapete, mio fratello e' un turista della democrazia!  

Mio fratello e' figlio unico sfruttato represso calpestato odiato e ti amo Mariu'. Mio fratello e' figlio unico deriso frustrato picchiato derubato e ti amo Mariu'. Mio fratello e' figlio unico dimagrito declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariu'. Mio fratello e' figlio unico frustato frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariu'. Mio fratello e' figlio unico deriso declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariu'. Mio fratello e' figlio unico malpagato derubato deriso disgregato e ti amo Mariu'  (Rino Gaetano)

 

Berlusconi catechizza i suoi

giovedì, 29 gennaio 2009

…E lo chiamavano Johnny Suede

67 t art67 t artA real guitar hero - El Mercande

…E lo chiamavano Johnny Suede

 

…E Lo chiamavano Johnny Suede, per via delle sue maniacali scarpe scamosciate. Era un personaggio in cerca d’autore nella Cosenza anni 90. Era un amico d’infanzia del Biscazziere. Cercava l’emancipazione dai bar di periferia e le bettole che frequentava in stile Goodfellas. A bordo della sua Citroen Visa, impazzava fra l’Università d’Arcavacata, la sala prove Dracma e la Radio Libera “Frastuoni”. Aveva un sogno: portare in Calabria la rock revolution. In seguito, dopo aver portato a termine brillantemente il suo percorso accademico si trasferì a Treviso, dove con la sua chitarra cerca ancora di coronare il suo sogno: portare la rock revolution nel Nord Est e seguire Le Orme di Preston Reed e Tolo Marton. 

 

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domenica, 25 gennaio 2009

Negrita - Radio Conga

Negrita - HelldoradoRadio Conga – Negrita

 

Tu meritavi di più, ma adesso shock! Al rientro da uno spot…abiti dentro a una favela…Finita l’era di HellDorado, nel piano B tu non sei convocato. E canta d’amore la radio, amore per chi? Le rockstar vestono chic e il vetro è sempre più oscurato… Ma nell’arena s’alza un canto:”Niente paura qui va tutto bene!” E’ in onda Radio Conga dal centro della Jungla…C’è qualcuno là sopra? (May-day, may-day!) No Victoria…ma vana Gloria…(And the Party is over )

Ora tu ti chiedi chi sei? Cosa farai? Piangi stretto al tuo bonsai, mentre intorno avanza il fuoco!
Le certezze di una vita…via!Come acqua tra le dita! Ma se senti che non sei solo anche se il cielo è scuro, cerca un raggio e prendi il volo sopra ‘sto mondo desperado! Che in HellDorado sei quello che hai…ma non ti basta mai! E’ in onda Radio Conga dal centro della Jungla…C’è qualcuno là sopra? (May-day, may-day!) No Victoria…ma vana Gloria…(And the Party is over )

Se c’è tensione si cura con gli idranti…qualcuno muore pazienza siamo in tanti…tragico errore spariscono le prove…e la prigione è solo per chi ruba polli.Lavoro nero pagato con denaro nero…nera la rabbia nera la stagione…nera la fame nera la rivoluzione…l’Africa nera è solo a quattro passi di qui! L’umore nero si cura con il bianco…cura la bamba come l’aspirina…e balla di bamba pure la velina, icona d’ossa pelle e silicone. Il calciatore dice che il pallone è tondo…il presidente giura di cambiare il mondo…Nessun futuro nel mio futuro! Nessun futuro nel mio futuro!

Siete su onda Radio Conga dal centro della Jungla… C’è qualcuno là sopra? (May-day, may-day!) No Victoria…ma vana Gloria…(And the Party…the party is over ) Se non qui, dove? Se non ora, quando? Mira mira la luna stasera…come allunga le ombre,stasera…se non qui? Wollo!Wollo! Se non ora? Wollo!Wollo! Ehi Musioka!Ehi Parkirowa!…Mimi Nakupenda

Marco Iannuzzi inc

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giovedì, 22 gennaio 2009

Da Huck's Tune di Bob Dylan

best -  jack-of-hearts-singleDa Huck's Tune di Bob Dylan

 

Ho vagato senza meta, da solo, in un deserto di pietra e ho sognato la moglie di domani. Ho la spada nella mano e sono il secondo in comando in questa versione della morte chiamata vita. Il mio piatto e la mia tazza stanno dritti in piedi. Ho preso una rosa dalle mani di un bambino ;quando bacio le tue labbra, il miele ne cola  E per un po' di tempo dovrò passare la mano su questo tavolo da poker

 

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martedì, 16 dicembre 2008

Il Genio – Pop Porno

Il Genio                 Il Genio – Pop Porno

 

Tu sei cattivo con me perché ti svegli alle tre per guardare quei film un po’ porno
Tu sei cattivo con me perché mi guardi come se io fossi un’attrice porno

Porno Pop Porno Pop Porno
Pop Porno Porno Porno

Tu sei cattivo con me perché ti piace sognare quei tipi di donna un po’ porno
Tu sei cattivo con me perché mi lasci da sola e ti guardi quei film un po’ porno

Porno Pop Porno Pop Porno
Pop Porno Porno Porno

Ma quando viene sera tu mi parli d’amore e guardandomi negli occhi mi fai sentire davvero una donna un po’ porno

.

Il video su you tube

 

http://it.youtube.com/watch?v=JPX8z5H1-aU

Hotel Erotica

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venerdì, 05 dicembre 2008

No easy way down

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“Now your sad eyes reveal just how badly you feel cause there is no easy way down. The view from the cliffs Must have been exciting And up to the peaks You were bound. Now youre stranded alone And the past is unknown And there is no easy way down”

 

La romantica e affilata voce di Southside Johnny taglia in due questa solida e inaffondabile notte. Ancora una volta non trovo un motivo per raccontare una storia che altri vorrebbero sentire; non io però. La mia voce è arida, come velluto cosparso di sabbia, come tanti pomeriggi d’estate, in fila, sotto un sole che non ha pietà di me. Ma adesso che ci sono vi dico un paio di cose che credevo di conoscere bene di una persona speciale, che sa ancora come girare il coltello nella mia ferita e cospargere di sale la mia pelle obsoleta. Ancora una volta non trovo una ragione per alzarmi da questa sedia e assalire i miei fugaci pensieri. Ma la notte come un mantello ricopre le mie ferite e il dolore, che si nasconde bene, nella tenda delle stelle di novembre. Ancora una volta il tuo sorriso taglia in due una notte insopportabile, una notte che da infausta compagna avvolge questo malumore. Ricordo ancora la voce di Dusty Springfield rompere il silenzio in quella mansarda di Cork, sulle note di No easy way down. Ieri era una di quelle notti in cui puoi solo arrenderti all'evidenza della disfatta, ma quelle parole mi hanno fatto capire che bisogna continuare a sperare e che il materiale dei sogni è cosa impalpabile, come la vita del sognatore. 

 

E’ una marea, è una triste marea, e non è colpa di una cosa sola. Non è sempre colpa mia, adesso. Beh, tutto il tempo che passi a cercare di riprenderti quello che ti hanno portato via; è solo tempo sprecato: devi fare in modo che la ferita non sanguini più. Giungono risposte nella notte a destare il riposo del guerriero sconfitto, ma la domanda ha perso di significato, la domanda giace sepolta dalle macerie del tempo. Le forze del bene appaiono da sempre insufficienti per sconfiggere il Male che invade la nostra esistenza, ma non è così. Questo è il giorno della grande battaglia e io mi sento gia vittorioso e destinato alla gloria!

 

Taci Demetrio! Per stasera ti abbiamo sentito abbastanza. Del resto credo che non capirò mai l’animale maschio, anche se alcune cose le ho capite. Demetrio in realtà non desiderava essere più giovane. A pensarci bene erano abbastanza pochi, nella vita, i premi assegnati alla gioventù. La vita avara di premi di consolazione aveva lasciato a Demetrio l’amaro in bocca della sconfitta senza onore, non c’era stato un pubblico a fischiarlo e ad inveire, nessuna radiocronaca in diretta, mentre si esibiva nel suo colpo migliore e peggiore, il rimpianto di una vita sprecata a rincorrere sogni rotti, pensioni d’infedeltà e barbagli di gloria. Dove la ricompensa, dove la paga da legionario? Soltanto un ramponiere perso in alto mare. Adagiati su un morbido giaciglio nella notte di novembre.

 

Nello stereo Southside Johnny con una malinconica versione di “No easy way down”. Demetrio si sarebbe sciolto come un panetto di burro, nello sguardo di Lorena. Lei era una ragazza dolce e romantica, comprensiva, aveva annusato le sue ferite fresche e semplicemente aveva ignorato ogni brutta sensazione, voleva solo sentire un po’ di calore…

 

Tornerà la magia, fiorirà l’aspidistra e la voglia di chiudere gli occhi e abbandonarsi al lirico stupore ritornerà, quello delle sue magnifiche parole evocative, di un amore che non posso e non voglio obliare e ad un futuro incerto fatto di illuse chimere, che vedo esplodere dalle finestre dell’Erotika Hotel…

 

 

"Cambiano i film, le malinconie, cambiano i sogni e le fantasie. Cambiano i duri ma non i fragili, cambiano gli angeli, non certo i diavoli..." (Massimo Bubola)

 

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categorie: viva la vida, salutiamo rachele, peace on earth
lunedì, 01 dicembre 2008

Profumo di Mamma - Anna Tatangelo

anna-tatangeloProfumo di Mamma – di Gigi D’Alessio

 

Sento qualcosa alla pancia e più tonda la guancia che cosa sarà
Oggi mi gira la testa lo stomaco è in festa chissà che sarà
Ora mi faccio un te caldo più tardi poi scendo e vengo da te
Dopo preparo la cena con quello che c’è
Forse ho capito qualcosa sarà una sorpresa stasera per te
Qui c’è qualcuno che bussa ma non alla porta, è dentro di me
Sento la mia adrenalina salire salire ancora più su,
mentre un profumo di mamma si ferma quaggiù

Già sento battere il suo cuore arriva il frutto dell’ amore
è un principino da cullare e poi la notte coccolare
sarà bello come il sole, spero che somigli a me, lo sai che sono bella più di te.
Faccio uno squillo alla mamma le dico che nonna al più presto sarà
sto già pensando al suo nome, ma quello del nonno non credo che avrà
anche se poi non è biondo, il bambino più bello del mondo sarà
quando comincerà a dire mamma e papà

Già sento battere il suo cuore arriva il frutto dell’amore
e il suo pianto naturale sarà musica speciale
la catena per legare questo amore sempre più
se vuoi adesso puoi sentire ..battere il suo cuore il nostro frutto dell’amore è un principino da cullare e poi la notte coccolare
quella stella da seguire nel cammino insieme a me, il gioco da dividere con te.. per ore ed ore nell’amore e nel dolore nella vita che più vita ora c’è

Già sento battere il suo cuore arriva il frutto dell’amore
è un principino da cullare e poi la notte coccolare
sarà bello come il sole, spero che somigli a me, lo sai che sono bella più di te.

 

 

Vi è rimasto qualche neurone integro? Vabbé che c’è la crisi, però dai, Gigì, non era meglio quando si stava sui materassi e cantavamo per la camorra, almeno per campare non scrivevi questi testi per imbecilli integrali, no?

Gigì jammungenni!

P.s.

ma poi perchè nelle foto sorridi sempre, pensi al fatto che la gente ancora sente le tue canzoni, o alla Tatangelo?

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.

GIGI_D_ALESSIO gfgff

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categorie: viva la vida, carinerie, abbronzati, neuroni in fuga
lunedì, 24 novembre 2008

Da Bruno

Ci troviamo Da Bruno

 

Ciao ragazzi, volevo dirvi, che ci troviamo più tardi Da Bruno, per fare un brindisi al ritorno dello zio canadese, salutando Rachele e tutti gli amici del Siderno Group!

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categorie: da bruno, salutiamo rachele
mercoledì, 19 novembre 2008

Provaci Ancora Waltie

 

Provaci ancora Walter

 

… ma porca miseria, Walter! Ci risiamo? E’ mai possibile che seguiti a fare errori e mandi a ramengo qualsiasi politica che potrebbe essere di sinistra? Non per buttarla a ridere, ma quel «Yes we can» di Obama non soltanto ti ha dato alla testa, ma porta sfiga perché ottiene l’effetto contrario perché la verità è che no, Waltie, you can not. You can’t, Waltie, and this is a fucking problem. And I really don’t know what else I can do for you (fuck!) Waltie. Di che sto parlando? Ma lo sai benissimo di che sto parlando: di questo pasticciaccio brutto del professor Villari che s’ ha da dimettere dalla Vigilanza Rai, tipo «questo matrimonio non s’ ha da fare», do you remember Renzo and Lucy, Waltie? Alò papy! Ora dimmi: come hai fatto a ficcare la testa in questo cappio? Te lo dico io come, Waltie: tu hai voluto prima incassare Di Pietro suicidando il tuo partito, poi hai cercato di scassare Di Pietro e poi incassare di nuovo Di Pietro e così via sempre in controtempo: come quando uno gioca a scopone e spariglia quando non deve e il compagno gli dà un calcio sotto al tavolo, Waltie, e cerca di capirmi….

Ti sei termopilizzato (do you remember Termopili, Waltie? Avrai il dvd a casa, spero!) su Leoluca Orlando perché era dipietrista. E hai sbagliato tempo perché a Di Pietro non gliene fregava niente. Poi hai mollato Di Pietro accendendo le speranze nel tuo orto ma le hai subito spente con l’idrante riacciuffando Di Pietro. Un casino, scusa la franchezza. Poi ti hanno tirato le castagne fuori dal buco, o da dove diavolo si tirano fuori le castagne nei proverbi, e dopo occupazioni simboliche, magnate di patatine fritte nell’aula della Vigilanza Rai occupata alla maniera degli studenti, ti sei ritrovato il professor Villari eletto, roba che dovevi soltanto ringraziare Iddio, far buon viso a buon gioco e invitarci tutti a una festa a casa tua. Invece? Hai seguitato a sparigliare quando dovevi andare liscio e viceversa. Adesso guarda D’Alema. Lo vedi come ti guarda? Credo che tu sia l’unica persona che Massimo veramente odia. Con gli altri con cui ha da ridire magari tiene il broncio per venticinque anni, ma quello è carattere. A te proprio ti ha qui.

E allora vedi bene che si stanno formando delle fibrillazioni, delle reti, dei complottini, Enrico Letta già dice che bisogna ricominciare tutto da capo (che tradotto nella lingua di Obama vuol dire: «You are fucking done, Waltie») e tu intanto ti ritrovi a fare sempre più spesso il sogno di Pinocchio quando vede arrivare i coniglioni neri che portano la bara perché lui non voleva prendere la medicina. Quale medicina dovresti prendere? A questo punto non lo so più. Avresti dovuto inventarti un accidente di qualcosa che avesse potuto fare sognare un po’, invece di dire che stai per trasferirti a Pennsylvania Avenue, la via della Casa Bianca. Tu non vai alla Casa Bianca, Waltie, perché ci andrà Obama mentre tu stai a Roma e stai colando purtroppo a picco. Tu sai che io ogni tanto ti faccio una inutile predica e sono sincero perché credo che una democrazia che abbia una gamba sola, faccia schifo. Prima non aveva la gamba destra e adesso, dopo una massiccia cura berlusconiana ce l’ha. Prima aveva come gamba sinistra soltanto il partitone comunistone che non c’è più e il risultato è che questo Paese non ha più la gamba di sinistra.

Vogliamo dire che la colpa è del cambiamento climatico o possiamo azzardare l’ipotesi che sia colpa tua, Waltie? Io una volta scrissi un pezzo su Berlusconi che ebbe la sua porca notorietà perché lo definii «un uomo solo al comando». Lui aveva il problema, e ce l’ha ancora, di non avere intorno a sé una classe dirigente, un gruppo di cervelli autonomi, questo almeno io pensavo e penso. Però dietro di sé aveva un intero popolo che è quello che l’ha votato: solo sì, ma al comando. Tu invece sei solo, ma senza nessuno dietro e credimi mi piange il cuore a dirtelo, ma qualcuno deve pur fare questo sporco lavoro di dirtelo, una volta o l’altra e siamo arrivati al capolinea: girati, voltati, scruta, e che vedi? Nothing. O come si dice a Roma gnente.

E quest’ultimo assottigliamento della fetta della tua torta è dovuto alla malagrazia, alla supponenza, ai cattivi consigli, alle impuntature infantili, al gioco sbagliato e cervellotico che hai fatto ovunque ma per ultima nella faccenda della Vigilanza Rai dove non si è sentito uno straccio di leadership, non un raggio di luna che infrangesse il cemento del prevedibile. Ora guardami. Come facciamo ad andare avanti così, Waltie? Dimmelo tu. Di Pietro ti ha arato il campo, se lo è seminato, ha fatto il raccolto e adesso mangia bruschetta (con una quantità pazzesca d’aglio) a spese (politiche) tue mentre intanto tu che mangi? Solo quel po’ di pane e cicoria che ti passa di malagrazia Francesco Rutelli. Questa è la rotta per la bancarotta, Waltie. E non so neanche darti un consiglio, perché mi sono stancato, è tempo perso perché tu prendi tutto sottogamba mentre i coniglioni di Pinocchio ti stanno già prendendo le misure. Riuscirai ad uscire fuori dal cappio in cui hai infilato la testa prima che la botola si apra? Non lo so. Ma D’Alema ti guarda con occhio da skipper su baffo tagliente. Brutto segno, Waltie, brutto segno.

 

Paolo Guzzanti

water veltroni

martedì, 18 novembre 2008

Le Cavalierate - Berlusconi scherza con la Merkel

Un grande statistaLe Cavalierate - Berlusconi scherza con la Merkel

 

TRIESTE - Questa volta per stupire e rubare la scena Silvio Berlusconi ha rispolverato un vecchio gioco che si fa con i neonati. Al vertice italo-tedesco di Trieste, il presidente del Consiglio, nell'accogliere Angela Merkel a piazza dell'Unità d'Italia, si è nascosto dietro uno dei grandi lampioni della storica piazza cittadina per sorprenderla con un "cucù".

 La sequenza dello scherzo che la serissima cancelliera tedesca difficilmente può aver apprezzato è stata questa. La Merkel, scesa dalla macchina, si è avvicinata verso il picchetto d'onore posizionato davanti al palazzo della Regione dove la attendeva il premier. Ma mentre percorreva la breve distanza che li separava, Berlusconi ha approfittato della presenza di numerose persone della scorta e del cerimoniale per mettersi dietro il lampione. Poi, quando la cancelliera ha raggiunto il punto previsto per l'incontro passando proprio accanto al lampione, è sbucato facendo "cucù". Questo almeno hanno raccontato alcuni testimoni perché se l'intera scena è stata ripresa dalle telecamere, i giornalisti erano però troppo lontani per sentire le parole pronunciate dal premier. La Merkel lì per lì è stata al gioco e allargando le braccia con aria divertita, ha risposto: "Silvio".

 

In realtà ha fatto rumore in Germania nei giorni scorsi l'insofferenza caratteriale della cancelliera nei confronti del presidente Nicolas Sarkozy, colpevole ai suoi occhi di eccessive confidenze e smancerie. Berlusconi e Merkel si sono quindi recati al Palazzo della Regione, uno dei palazzi storici sulla piazza centrale di Trieste, dove sono iniziati i colloqui previsti dal vertice italo-tedesco. Contemporaneamente si svolgono gli incontri bilaterali tra i ministri che compongono le due delegazioni. Per l'Italia sono presenti i ministri degli Esteri Franco Frattini, dell'Economia Giulio Tremonti, dei Trasporti Altero Matteoli, e dello Sviluppo economico Claudio Scajola.

 

 

Silvio Berlusconi ci ricasca. Dopo aver definito Barack Obama come giovane, bello e abbronzato, adesso il premier italiano ci regala una scena indimenticabile a Trieste, dove era in attesa del cancelliere tedesco Angela Merkel. Per rendere piu’ movimentata la giornata, si e’ nascosto per poi apparire a sorpresa! La scena è avvenuta a Trieste, Silvio Berlusconi all’arrivo di Angela Merkel si e’ nascosto dietro al pennone portabandiera. Quando il cancelliere tedesco e’ arrivato, il Cavaliere e’ uscito dal suo nascondiglio, urlando “Sono qui“. Angela Merkel, di tutta risposta, ha allargato le braccia, ha sorriso e ha semplicemente detto “Silvio!“.
 
I
giornalisti che hanno assistito alla scena, hanno subito riportato la notizia. Peccato che però non sono riusciti ad ascoltare quello che Angela Merkel e Silvio Berlusconi si sono detti mentre passeggiavano sul lungomare di Trieste. Il Premier ha ringraziato la città ed è iniziato il programma ufficiale della giornata. Non senza qualche battutina di Silvio Berlusconi. Al presidente della Regione, Renzo Tondo, ha suggerito: abbottonati la giacca prima che scattino la foto…

 

Conclusioni

 

Io mi chiedo: dove è finito il senso dell’umorismo in questo Paese? E’ forse sparito dopo il governo Prodi? Effettivamente El Mortadella ha lasciato un segno indelebile nella politica nostrana e faremo molta fatica a ritrovare il sorriso, forse proprio per questo abbiamo eletto un presidente del consiglio con la libera docenza in Storia del Cabaret…

 

Silvio Berlusconi (da giovane)

Chi sono

Utente: Camel84
Nome: PierBrunello
Nella vita c'è bisogno di maggior senso dell'umorismo: si prenda ad esempio il nostro Premier

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